I più spiritosi sono, come
accade spesso, quelli del M5S ai quali comincia a mancare davvero il
terreno sotto i piedi. Della conferenza stampa del de' Medici hanno
detto: “Renzi è come il pesciolino rosso delle sue slide. Non ha
nulla da dire anche se apre la bocca. E infatti in conferenza stampa
è partito, significativamente, dalle cose di cui non avrebbe
parlato. Per il resto, il suo piano per il lavoro e l'economia è
fuffa allo stato puro". Peccato che il commento venga da chi
preferisce guardare le partite di calcio sul computer piuttosto che partecipare ai lavori d'aula, altrimenti sarebbe più credibile. I
pentastelluti si svegliano solo quando ci sono cartelli da brandire
ad usum televisivo, per il resto non si è ancora capito cosa stiano
a fare a Montecitorio e a Palazzo Madama dopo aver minacciato di
aprirli come scatole di tonno. Il secondo più spiritoso è stato
Gnazio La Russa, il leader della lista civetta messa su per
catturare un po' di voti dei destri: “Bravissimo Renzi che si vede
che ha imparato molto da Silvio Berlusconi. Alla fine però, non
capivo più se stava parlando il presidente del Consiglio o l'ottimo
Giorgio Mastrota mentre vendeva materassi. Ma almeno nelle
televendite c'è il 'soddisfatti o rimborsati'”. Non poteva essere meno sarcastica la camerata di partito, quella che sembra reduce da
una giornata di vendite tarocche a Porta Portese. Ha detto Giorgia
Meloni: “Valuteremo dalla reale qualità delle pentole se
acquistarle. Speriamo di non doverci accorgere, quando non saremo
soddisfatti, che non ci sono più i soldi per essere rimborsati”. E
mentre la pace con i sindacati diventava effettiva, si
materializzavano sgravi effettivi nelle buste paga dei lavoratori, si
tagliava l'Irap, si aumentava la tassazione sulle rendite
finanziarie, ecco apparire Renatino Brunetta, il Nobel per l'economia
in pectore che dava, ai suoi tempi, dei mangiapane a tradimento a
tutti i lavoratori dello stato meno, ovviamente che a se stesso,
baby-pensionato (e non è una battuta, l'altezza non c'entra). Ha
detto Brunetta: “Conferenza stampa di chiacchiere, di slides e di
figurine. Non c'è un testo, non c'è un numero, non c'è un
provvedimento. Nulla di nulla. Imbarazzante”, dimenticandosi dei
litigi letali per l'Italia, portati avanti per mesi con il suo
avversario di sempre, Giulietto Tremonti detto “Mimì la tisica”.
Ultimi, ma non in ordine di cazzate, i baluba leghisti che
dovrebbero, almeno, avere il buon senso di tacere visto che, grazie a
Renzi e a Berlusconi, potranno continuare a essere rappresentati in
Parlamento. Il salva-Lega, infatti, grida ancora vendetta al cospetto
di Adolf Hitler.
PS. Enrico LettaLetta, detto o'
Nipote, non ha partecipato alle votazioni sull'Italicum. Il
popolo-cittadino se ne farà una ragione.
