Alla
fine ci siamo decisi e lo abbiamo fatto. Abbiamo firmato l’appello di
Repubblica per accelerare l’iter dell’approvazione del decreto anticorruzione
che, come si può facilmente immaginare, è uno degli aspetti che frena gli
investimenti stranieri in Italia oltre che essere una vergogna che manco il
Burundi. Ieri, lo stesso presidente del Senato, Renato Schifani, ha
solennemente annunciato che: “Farò di tutto per abbreviare i tempi del lavoro
della commissione e portare il decreto in aula per l’approvazione”. Non aveva
finito di dirlo che alcuni senatori, nella fattispecie il duo pidiellino
Montagna-Galloni, un po’ come Mogol-Battisti, ha presentato tre emendamenti
per far saltare il processo Ruby. Si deve sapere che,pur essendo entrato nel
cono d’ombra della disinformatio, presumibilmente a dicembre ci sarà la
sentenza di primo grado che dovrebbe condannare Berluspony per concussione e induzione alla
prostituzione, anche minorile. Ora, presentarsi alle elezioni con un marchio
simile e vincere sarebbe davvero un’infamia, ma per gli italiani tutti, mica
solo per la giurisprudenza e l’etica. In poche parole, cosa stanno tentando di
fare i maggiordomi del Cavaliere? È presto detto, allo stato attuale (articolo
317 del codice penale), la concussione c’è nel momento in cui “il pubblico
ufficiale o l’incaricato di servizio pubblico, abusa delle sue qualità o dei
suoi poteri per costringere o indurre a dare o promettere indebitamente, a lui
o ad un terzo, denaro o altra utilità”. Scopo degli emendamenti è quello di
ridurre la concussione a un mero fatto patrimoniale, il che significa che
siccome Ruby non ha pagato Silvio per andarci a letto, vuol dire che tutto si
riduce a un fatto di donazione di topa e tutti sanno che la topa non è
paragonabile a una mazzetta di euro, anche se...Riassumendo, se Silvio avesse
preso soldi, allora il processo avrebbe avuto ragione di esistere, ma siccome
si è preso solo una parte anatomica, il tribunale non è abilitato a decidere un’amata
minchia (è il caso di dirlo). Pare che questo incubo non debba finire. A volte
ci sembra di vivere sempre in un paese dove gli interessi di uno contano
infinitamente più di quelli della collettività. E se questo fatto si è
verificato per vent’anni, non si capisce la ragione per cui debba continuare a
perpetrarsi in eterno. La fregatura è che se si dovesse andare al voto di
fiducia, siamo convinti che l’Udc e la Lega voterebbero contro, perché per loro
anche la corruzione è un fatto di coscienza. Vero Trota? Vero Totò (Cuffaro)?
