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giovedì 10 aprile 2014

L'eterologa e il matrimonio gay di Grosseto. Ancora una volta decidono i giudici dando ragione a chi dice che l'Italia ha una classe politica quacquareccia

Oggi è giovedì e non abbiamo nessuna voglia di incazzarci. C'è il sole e la cupezza dei giorni di pioggia ha lasciato il posto a 20 gradi di calore salutare per le nostre ossa e soprattutto per la nostra testa. Ci alziamo dicendo: “Meno male, un altro giorno”. Poi ci mettiamo davanti al pc per la consueta rassegna stampa e le palle, come sempre, come ogni maledetto giorno, iniziano a girare. È più forte di noi. Ormai il contatto quotidiano con la politica italiota ci irrita, la delusione l'abbiamo elaborata da un pezzo come i lutti e le separazioni, però resta un retrogusto amaro per l'ignoranza dei politici, l'insensibilità dei legislatori, il pressappochismo dei boiardi di Stato. E ci rendiamo conto di essere un paese malato già dalle fondamenta, minate da anni di irresponsabilità e da vergognose slinguazzate senza bandiera e pro privilegi loro. L'Italia è un paese che ha vissuto gli ultimi venti anni vedendo crescere tutto, povertà, disoccupazione, debito pubblico, malaffare, corruzione, concussione, vilipendi all'intelligenza, ignoranza, insensibilità, egoismo, protagonismo e violenza meno che il Pil, l'unico fattore che poteva interessarci. L'Italia è un paese che negli ultimi venti anni non ha fatto un passo sul versante dei diritti civili anzi, li ha cancellati sulla base dell'asse forte (e diabolica) Stato-Chiesa traducibile in B&B, alias Bertone/Berlusconi. Gli unici che siamo riusciti a compiere (parliamo dei pochi, millimetrici passi sulla strada della civilizzazione dello Stato), sono stati resi possibili dalle sentenze della magistratura e, in primis, da quelle della Corte Costituzionale. L'ultima, di ieri, è quella della dichiarazione di anticostituzionalità dell'articolo 4 comma 3 della legge 40, quello che vietava la fecondazione eterologa in Italia costringendo le coppie sterili ai famosi viaggi della speranza di avere un figlio all'estero. Questa legge vergognosa, che vide all'epoca della sua approvazione l'astensione di Matteo Renzi e il voto di “coscienza” di Francesco Rutelli, è stata cancellata dalla Corte Costituzionale. Anche in Italia, quindi, una coppia dichiaratamente e scientificamente sterile potrà mettere al mondo un figlio, un salto di qualità e un adeguamento legislativo che aspettavamo da 10 anni e che Famiglia Cristiana, solitamente un organo di informazione attento ai cambiamenti dei tempi, ha bollato come “ultima follia italiana”. Ce ne faremo una ragione. E non è finita qui, fermo restando il discorso che sempre la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il “Porcellum” spingendo i legislatori de noantri alla formulazione di una nuova legge elettorale. Sempre di ieri è la sentenza del tribunale di Grosseto che ha ordinato all'anagrafe del Comune di trascrivere nel registro dei matrimoni quello fra Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci, regolarmente sposati a New York. La sentenza del tribunale toscano è esemplare, e afferma che: “nel codice civile non è individuabile alcun riferimento al sesso in relazione alle condizioni necessarie al matrimonio”. In attesa degli strali dell'Osservatore Romano, di Avvenire, di Famiglia Cristiana e della CEI tutta, prendiamo atto che ancora una volta sono stati i giudici a stabilire ciò che è legale e quello che non lo è, coscienza a parte, sensibilità a parte come si usa in un normale stato laico. Poi c'è Berlusconi. Oggi tre giudici donne decideranno come espierà la pena. A difenderlo altre due donne. Ma cosa sarebbe il mondo di Silvio senza le donne? 

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