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giovedì 3 gennaio 2013

L’Italia degli spioni: attenzionati i pm del “trattatuni”. E Monti: “Più crescita, meno tasse”. Che vi ricorda qualcuno?

Questo è proprio il Paese di gente che non sa farsi i cazzi suoi, la nazione che se dici: “Denuncia gli sprechi della pubblica amministrazione”, a finire sotto inchiesta è il capufficio un po’ stronzo, che s’incazza se durante l’orario di lavoro leggi il giornale. E poi è l’Italia dei dossier, delle intercettazioni trilaterali, delle soffiate insomma, è l’Italia dei segreti di Pulcinella. Ovviamente non stiamo parlando dei segreti di Stato perché quelli, come ormai si sa, finiscono nella tomba insieme a chi li custodisce. A Nino Di Matteo, uno dei pm che con Ingroia ha seguito la trattativa fra lo Stato e la mafia, nei mesi scorsi è arrivato un plico, griffato Repubblica Italiana, nel quale sono contenute parecchie rivelazioni scottanti, se si tratti di verità o di mezze menzogne i magistrati lo stanno verificando. Ebbene, nel dossier c’è scritto che i magistrati sono regolarmente spiati, che la famosa Agenda rossa di Paolo Borsellino è stata rubata da un carabiniere subito dopo l’attentato, e indica dove andare a cercare altre prove della trattativa-vergogna. L’anonimo estensore del dossier, fa anche i nomi di alcuni uomini politici dell’epoca che, della trattativa, sono stati parti diligenti e attive. Ovviamente, è iniziata un’indagine a tappeto per verificare se le notizie fornite da una persona anonima, ma “molto addentro ai fatti”, siano vere oppure rappresentino l’ennesimo tentativo di depistaggio. Ne conosceremo a breve l’esito, quando per le strade di Palermo e di Roma si sentiranno le sirene a distesa della Polizia e dei Carabinieri in cerca di mariuoli importanti. 
Intanto il Professore è in piena campagna elettorale. Un po’ meno super partes di quanto volesse far credere, Mario Monti imperversa nelle trasmissioni televisive e radiofoniche come e meglio di Silvio. La differenza fra i due, è che il Professore, da gran signore, non s’incazza con il giornalista di SkyTg24, che interrompe le risposte dell’ex miglior premier degli ultimi 150 anni, per mandare la pubblicità, un fatto sul quale, però, Berlusconi che ne è stato l’inventore italiano, non potrà mai protestare: la pubblicità è l’anima del commercio, anche di quello dei voti. Che il Professore sia in piena corsa, è un dato di fatto inequivocabile. In un altro momento non si sarebbe mai sognato di dire “Più crescita, meno tasse”. Ora lo dice perché sa che dall’altra parte, più leggermente spostato a destra, c’è un tizio che le tasse promette addirittura di abolirle. Questa faccenda che il Professore si stia proponendo come il più grande riformista-riformatore della storia italiana recente, onestamente ci fa un po’ ridere. È vero che non è affetto da “economia creativa” come Giulio Tremonti, ma uno che arriva al governo e prende i soldi dove sa che ci sono, non ci sembra un mostro di intelligenza né un fulmine di genialità economico-finanziaria, ma uno normale. E per quale motivo gli italiani dovrebbero votare per uno “normale”, anche se protetto da SS. Madre Chiesa? Perché lo vuole la Provvidenza o perché, sennò, Gesù Bambino piange? E non siamo che all’inizio di questo 2013. La fine sarà anche peggiore.

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