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sabato 8 marzo 2014

Scoppia il “caso” Boschi, poco incline alla satira, per nulla alle buone maniere

Le scarpe della Ministra alla Leopolda
Daniela Santanché sa che quando ci capita di attaccarla, com'è accaduto due giorni fa, lo facciamo per le stupidaggini che dice, mica perché è donna. Idem Mariastella Gelmini, che le battute se le va a cercare (il traforo Gran Sasso-Ginevra è un must da satira imperitura), idem Micaela Biancofiore che, a puttanate, è preceduta solo da Renatino Brunetta, il che la dice tutta. Ora, del tutto inaspettato, arriva il risentimento pernicioso, un astio sinonimo di acredine, messo nero su bianco da Maria Elena Boschi che mal sopporta qualsiasi accenno alla sua persona-donna, satira compresa, non comprendendo che il ruolo di ministro che occupa l'ha fatta salire agli onori della cronaca con annessi e connessi. Dopo l'imitazione che le ha fatto Virginia Raffaele a Ballarò, la ministra ha dato fuori di testa, proprio come una Prestigiacomo qualsiasi. Non solo, ha preso carta e penna e scritto una lettera di fuoco alla presidente della Rai, chiedendole se la satira su di lei fosse da considerarsi “servizio pubblico” o dileggio. L'impressione che ricaviamo da questa alzata di genio senza capo né coda, è che la ministra Boschi rischia di diventare una vera e propria mina vagante per il governo Renzi, e che invocare l'intoccabilità del ruolo occupato, riporti agli anni bui del berlusconismo, quelli dell'Editto bulgaro. D'altronde, se il suo capo va a fare il Kim Jong Un nelle scuole di Siracusa, lei può anche permettersi di scrivere, in aula a Montecitorio, questo biglietto a Dorina Bianchi, la “mite” collega del NCD che aveva appena finito il suo intervento a favore della parità di genere nelle liste elettorali: “Se passa l’emendamento che hai difeso, salta tutto e si va a votare. Voglio vedere dove prendi i voti per essere eletta”. A questo punto, la incazzosissima Nunzia De Girolamo, nuova capogruppo del NCD, si è alzata precipitandosi sul banco del governo dove, con il biglietto ancora in mano, ha detto alla Boschi: “Ma che sei scema?” Alla Boschi, che non sopporta di essere considerata più bella che intelligente, evidentemente dopo una settimana in cui ha difeso in aula i quattro indagati del PD, discusso per ore di legge elettorale con Verdini ed essere stata richiamata all'attenzione da Micaela Biancofiore, devono essere saltati i nervi. Giovane e in carriera sì, ma quanta inesperienza, gentile e scortese ministra.

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