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giovedì 26 dicembre 2013

Il messaggio di Natale di Edward Snowden: “Siamo tutti spiati”. E 'sticazz!

Snowden visto dalla Cia
Diciamolo, se Snowden rivela che siamo tutti spiati, è come se scoprissimo, ancora una volta, che mettendo acqua fredda sul fuoco si ottiene l'acqua calda. Lo sappiamo di essere spiati. Lo sappiamo che se fai un acquisto con la carta di credito o con il bancomat, il Grande Fratello sa dov'eri, quanto hai speso e per comprare cosa. Lo sappiamo che se si scrive una email in cui metti la parola “bomba”, anche se d'acqua, la Nsa ti mette sotto controllo. Lo sappiamo che se dici al telefono che stai scalando la Telecom nessuno fa una mazza, né accade nulla se in quella stessa telefonata parli di mettere le mani su Finmeccanica. Così, se domandi a Consorte “abbiamo una banca?”, lo sai che arriva Silvio e ti sputtana urbi et orbi. E lo stesso accade se Silvio chiede a Nicole “Come te la senti?”, solo che Silvio viene considerato un macho e Fassino un coglione. Quindi, chi ha paura di essere intercettato? Chi teme per la propria privacy? Lo confessiamo, sul nostro cellulare abbiamo attivato pure Google Maps e Trip Advisor perché, non avendo nulla da nascondere, che ce ne frega se la Nsa segue i nostri passi? Torniamo a chiederlo: chi ha paura di essere intercettato o spiato? Secondo noi chi ha la coscienza sporca ovvero: gli evasori, i pusher, i fedifraghi, i ladri non di merendine, gli sciacalli dei terremoti, i lobbisti, i corrotti e i corruttori, i pedofili, i ricattatori, le/i massaggiatrici/ori e i/le massaggiati/e, gli ex capi della protezione civile, i protagonisti della trattativa, i mafiosi, i camorristi, gli affiliati alle 'ndrine e i figli di puttana di ogni latitudine. A noi, che non rientriamo nelle categorie suddette, se la Nsa ci spia o intercetta, che ce ne fotte? E, siccome non abbiamo ville a Montecarlo o amanti da nascondere, di cosa potrebbero mai accusarci Sallusti e Belpietro? La sensazione è che (estremizzando un po' il discorso), alla privacy tengano ferocemente i birichini, gli onesti, in fondo, cos'hanno da temere?

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