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giovedì 29 maggio 2014

Cosa non si fa per un quarto d'ora di pubblicità. La Boschi e quelle scarpe un po' così

Evidentemente in crisi di visibilità (l'ultima immagine pubblica è quella che la ritrae nella foto di gruppo dei pidini trionfanti), Maria Elena Boschi, alias la “Leoparda della Leopolda”, oggi è riuscita finalmente ad essere al centro del circo mediatico grazie a una operazione nella quale c'entra come l'origano sulla carbonara: praticamente una mazza. Dopo mesi di attesa, i trentuno bambini congolesi adottati da coppie italiane hanno potuto finalmente riabbracciare i genitori. Abbiamo visto in tv la scena dell'arrivo dell'aereo a Ciampino con dentro i bambini e gli accompagnatori delle onlus. Abbiamo visto i funzionari di polizia far spostare la gente per permettere alle telecamere di riprendere la discesa dei bambini dalla scaletta dell'aereo. Abbiamo visto genitori ansiosi di vedere da vicino e di avere fra le braccia i bambini. Abbiamo notato l'attesa che c'è stata fra l'atterraggio dell'aereo e l'uscita dei passeggeri dalla carlinga. Poi, sbigottiti, abbiamo visto scendere la scaletta dalla ministra Maria Elena Boschi che di mestiere fa la responsabile del governo per i rapporti col Parlamento. Non c'era la Mogherini titolare degli Esteri né c'erano i funzionari che hanno permesso il ricongiungimento dei bambini con i loro genitori adottivi. Abbiamo pensato che come spesso è accaduto ai tempi di Silvio, un quarto d'ora di visibilità è d'obbligo se si ha un leader tanto ingombrante. Allora si approfitta del viaggio del titolare della Farnesina a Bucarest e si fa un po' di passerella. Assente anche Mario Giro, sottosegretario alla Cooperazione, Maria Elena Boschi ne ha approfittato per farsi immortalare come una brava zia con i nipotini che vede una volta l'anno, a Natale. Alla domanda di una giornalista: “Ministro, lei che non è ancora madre, come sta vivendo questo momento?” Imbarazzata, Maria Elena ha risposto: “Non sono mamma però mi sono appena nate due cuginette”. Ma ti venga un bene, treccina di papà...

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