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mercoledì 2 gennaio 2013

Mario Monti: “Io sto con le riforme”. Sì, di gas, assicurazioni, multe e canone.

E vai con la cura da elefante! Il Professore non ha neppure finito di rispondere alle domande di un cronista radiofonico, che l’Adusbef ha già calcolato quanto costerà in più, alle famiglie italiane, il 2013. Sembra quasi che tutto congiuri per il ritorno di Silvio perché, ultima chiacchierata di questa mattina, “con lui si stava molto meglio”. Fallo capire agli italiani che non è proprio così, ma non c’è niente da fare, quando sembra morto, Silvio risorge sempre e per merito degli altri. A parte le imposte sui conti correnti bancari, che scatteranno subito, le famiglie del nostro Paese si troveranno a dover sopportare una serie infinita di aumenti. Il gas, le assicurazioni, le multe, il canone televisivo e, da luglio l’Iva, saliranno percentualmente in modo da, tradotto in euro, pesare per oltre 1500 euro, di media, a nucleo. Più che di rigore, caro Professore, ci consenta di parlare di rigor mortis perché di sangue, in Italia, non ce n’è proprio più. Stiamo aspettando, ovviamente, la riforma sanitaria mentre quella delle pensioni, la cosiddetta “riforma Fornero” (dal nome del prossimo premio Nobel per l’Economia Stracciona), è entrata già in vigore da ieri. Si lavorerà di più (la vita media è aumentata, e lo Stato non può pagare pensioni a mangiapane a tradimento) e si prenderà di meno, tanto, con la sobrietà imposta alla quale gli italiani si sono forzatamente abituati, pane e cipolla vanno benissimo, questione di calorie. Chissà perché, però, le statistiche ci dicono che i ricchi, anche in un anno di crisi profonda come quello appena trascorso, sono diventati ancora più ricchi. Inutile ricordare che è cresciuta la percentuale della popolazione che vive sotto la soglia di povertà, perché se uno si arricchisce, è chiaro che un altro diventa povero, non occorre mica leggere il Capitale per comprenderlo! E allora c’è qualcosa che non va, che non funziona, in un Paese che spende 3 miliardi e mezzo di euro per salvare il Monte dei Paschi di Siena e non ha 200 milioni per mettere una pezza alle scuole fatiscenti e a un’incuria ambientale che grida vendetta al cospetto di dio. C’è qualcosa che non va in un Paese che consegna a Morgan Stanley 2 miliardi e 567 milioni di euro, facendoli transitare da una banca (Intesa), senza che nessuno ne sappia nulla, e proprio mentre aumenta l’Iva e introduce l’Imu. C’è qualcosa di perverso in un meccanismo che regala miliardi di euro alle banche per farle tornare a investire (e quindi a prestar soldi alle imprese), e invece gli istituti se li tengono in cassa per ripianare le cazzate di anni di allegre gestioni di compari e comparse. C’è qualcosa di assurdo in un Paese che tassa indiscriminatamente l’ex ceto medio e i poveri senza colpo ferire, e litiga ferocemente sulla patrimoniale. Fra poco si vota. Con l’aria che tira non ci meraviglieremmo di sorprese dell’ultimo minuto, subito dopo l’apertura delle urne, a exit-poll appena iniziati. La faccia di Gnazio sorridente no, per favore, no!

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