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sabato 2 marzo 2013

Perché non si può governare con Monti, Berlusconi e Bersani. Siamo vicini al suicidio di un'intera classe politica.


Lo ha detto Squinzi, il presidente degli industriali: “La situazione è agghiacciante”. Eufemismo, quello del leader di Confindustria, perché siamo vicini al baratro e, aspetto peggiore, non si vede una via d'uscita. Questa mattina cerchiamo di analizzare i perché non è possibile governare con Mario Monti, con il Pdl e, infine, con lo stesso Pd. Mario Monti e l'agghiacciante (questa sì) professoressa sora Elsa Fornero, in un anno sono riusciti a battere tutti i record di disoccupazione e precariato. Dice l'Istat: “A gennaio i disoccupati sono 3 milioni. In un anno sono aumentati del 22,7 per cento. Nel 2012, è stato battuto anche il record dei lavoratori precari, arrivati a quota 2,8 milioni fra contratti a termine e collaboratori. La percentuale dei giovani senza lavoro è da paese del quarto stato, 38,7 per cento”. Alla tragedia-lavoro va aggiunta la tragicommedia dei conti pubblici. Il Pil è tornato ai livelli del 2000, scendendo, nel 2012, di ben 2,4 punti percentuali. Mai così alta la pressione fiscale che raggiunge la percentuale del 44 per cento, praticamente in Italia si lavora per le tasse 7 mesi, con i restanti 5 si saldano le bollette, le mense scolastiche, le medicine, l'Imu, l'Iva e si mettono nel carrello derrate alimentari che, nel frattempo, sono aumentate di un “misero” 4 per cento. C'è da aggiungere che il governo dei professori, non è riuscito ad azzeccare neppure le cifre del debito pubblico, visto che è salito, in un anno, al 127 per cento. In poche parole, e chiarissime, un minimo di ritorno alla rispettabilità internazionale, ci è costata uno stato pre-agonico di nazione infetta, preda di un male incurabile. L'agenda Monti è chiara e non può essere adottata, in nessun modo. Responsabile principe di questa situazione è però Silvio Berlusconi. Chi continua a nutrire dubbi sul fatto che il cancro dell'Italia non è la magistratura ma la politica berlusconiana, è fuori dalla storia, dalla cronaca e dalla categoria dei normodotati. E invece di finire in galera per alto tradimento, attentato alla democrazia e attacchi ripetuti e continuati alla Costituzione, Massimo D'Alema lo ha proposto alla presidenza del Senato, magari per evitargli proprio la galera. Dice Berlusconi: “Il senatore De Gregorio è stato costretto a mentire dai magistrati”. Risposta di De Gregorio: “A me nisciuno m'ha costretto a mentire, mi sono solo scassato 'e palle”. Berlusconi ha corrotto il senatore De Gregorio, non si discute, come ha corrotto Totonno Razzi e Mimmuzzo Scilipoti che, detto per inciso, sono stati rieletti al Senato, dando la dimostrazione che gli abruzzesi e i calabresi, qualche problema di comprendonio, nonché di pudore, ce l'hanno. Berlusconi ha corrotto il giudice Metta e si è aggiudicato l'asta per la Mondadori e ha corrotto domineddio per farsi avvisare per tempo degli accertamenti della Guardia di Finanza. Il fatto è che il Pdl è costruito a sua immagine e somiglianza, governare con loro sarebbe come governare avendo a capo una maitresse. E noi, di mignotte, ci siamo (come dice il senatore De Gregorio), scassati le palle. In tutti questi anni il Pd è stato alla finestra. Più interessati a risolvere i problemi di leadership interna che non quelli dell'Italia, con la scusa che Berlusconi aveva la maggioranza assoluta, non hanno mosso una paglia, alzato un sopracciglio, sbattuto una scarpa su uno scranno qualsiasi di Montecitorio, come il grande, indimenticabile Kruscev all'Onu. Non solo, hanno dato l'avallo a un commissariamento straordinario della nazione quando, come democrazia avrebbe voluto, bisognava tornare alle urne e azzerare definitivamente la presenza di Berlusconi dalla scena politica italiana. Ma il Pd non ne ha avuto il coraggio. Senza palle com'è, ha preferito che un tecnico tirasse fuori le castagne dal fuoco, invece di assumersi in prima persona la responsabilità di tirare fuori l'Italia dai disastri nei quali l'aveva fatta precipitare Silvio. Non solo, per tutta la campagna elettorale non ha detto una parola che fosse una. Quando veniva attaccato quotidianamente da Monti o da Berlusconi, Bersani ha fatto ricorso alle battute, colto dalla sindrome Crozza, invece di scendere pesantemente in campo e rispondere colpo su colpo. Non solo, per ammissione dello stesso Bersani, il Pd per tutta la campagna elettorale è andato all'inseguimento di Mario Monti, non ne ha preso le distanze ed è affondato con lui. Se oggi il Pd non ha la maggioranza assoluta al Senato, la colpa è solo sua e della demenziale campagna elettorale che ha condotto. Il Pd è finito in un labirinto dal quale non uscirà, perché se la coppia Grillo-Casaleggio dovesse continuare a dire di no ad ogni possibile convergenza, la strada sarebbe quella di un accordo con il Pdl, fatto che darebbe per un po' un governo all'Italia, ma che segnerebbe la fine definitiva del Partito Democratico. Per colmo dell'ironia (ma anche della sfiga), come sempre accade nel nostro Paese quando la situazione si fa difficile, hanno iniziato a girare voci su possibili attentati spettacolari da parte di una sedicente organizzazione terroristica internazionale. Non solo, altri rumors non meglio identificati, stanno delineando una situazione da incubo: lo Stato ha fondi per pagare stipendi e pensioni per i prossimi sei mesi, poi, più nulla. A questo punto, ci auguriamo davvero che il Pd stringa l'alleanza definitiva, e mortale, con il Pdl. Forse, alle prossime elezioni, potremmo finalmente tornare a votare a favore e non contro qualcuno.

3 commenti:

  1. Max, ma in questo modo lo sfascio è assicurato, non credi?
    Carlo

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  2. Purtroppo lo sfascio c'è già. Tanto vale farli suicidare tutti. Ripartire daccapo, da zero. Max ha ragione,con questo trio non si può e non si deve governare.
    an

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  3. Feltri vuole la patente di "statisti" dai grillini. Perché non l'ha chiesta, a suo temp,o alla Santanché, alla Prestigiacomo, alla Carfagna, a Brunetta, a Scajola...
    Antonio

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