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giovedì 23 agosto 2012

Il tonitruante Formigoni: “Il Papa prega per me”. Questi ciellini, senza raccomandazioni non muovono un passo.

Ieri è stato il suo giorno. Ingresso trionfale dalla porta più lontana, come i divi, come le star. Cento metri percorsi a piedi per ricevere l’abbraccio dei suoi fans e prima di raggiungere il palco da dove, invece di parlare della Lombardia, Il Governatore “a fiori” Formigoni ha parlato dei cazzi suoi. Invettive contro tutti, maledizioni e, trattandosi di un’arena cattolica, perfino anatemi contro i complottisti giornalisti di Repubblica. Il giornale di Ezio Mauro è diventato il centro dei suoi incubi peggiori, un cartaceo Freddy Krueger pronto a colpirlo al primo sonno e senza la possibilità di nessun risveglio. La Repubblica è la Spectre, la Stasi, il Kgb e meno male che non ha citato l’Ovra altrimenti ci saremmo fatti quattro risate. E allora, via al pianto: “Da Repubblica è partita la parola d’ordine per abbattere la Regione Lombardia. C’è una evidente ragione politica per quanto è successo: dopo che l’11 novembre è caduto Berlusconi, dal quotidiano è partita la parola d’ordine di abbattere il presidio più saldo e importante del centrodestra che ha anche altri difetti, per loro, perché retto da un cattolico ciellino”. Dopo aver cantato la solita canzone della “via giudiziaria” per risolvere i conflitti politici, il Celeste Governatore ha fatto anche un timido mea culpa: “Ho sbagliato e chiedo scusa, ma l’ho fatto perché non potevo permettere che contro l’esperienza della Regione Lombardia e quella che mi ha generato, fossero scaricate ingiustamente tonnellate di fango”. Fra le lacrime, Formigoni ha aggiunto: “Non rifarei le vacanze ai Caraibi, di questo mi rammarico, ma so che nulla di ciò che ho fatto è contrario alla legge”. Strana, l’idea di legge che hanno i politici. Per loro la legge è tutto ciò che non è reato, semplicistica definizione per non essere accusati di crimini contro la decenza, il buon gusto, la violenza psicologica, il ricatto mai manifesto ma sempre strisciante. Perfino a Silvio non si possono muovere accuse per le feste a luci rosse di Arcore, almeno fino a quando non si scopre che c’erano anche minorenni non propriamente aduse a frequentare la castità. Perché fare sesso con le minorenni è reato, indurre a farlo ancora di più. Ma, cari amici, Formigoni gode di simpatie molto in alto, altrimenti che Celeste sarebbe. Perfino il Papa, nell’ultima visita a Milano, incontrandolo gli ha detto in un orecchio: “Bob non preoccuparti, io prego per te”. E Bob ha pianto, calde lacrime sono scivolate lungo le guance e la camicia a fiori, inondando il sagrato del Duomo e la sede della presidenza al Pirellone. Milano è stata letteralmente invasa dalle lacrime di Formigoni, disperato e commosso, contrito e sollevato da cotanto perdono. È vero, anche i futuri santi piangono, in jeans rossi e hawaiana meglio.
Ultimissima sul versante gay. Maurizio Lupi ha dichiarato: “Se c’è un problema di accesso ai diritti va affrontato. Ma sono contrario al matrimonio”. Lupi, ovviamente, si trova a Milano. Fosse stato a Rimini non avrebbe certamente contribuito allo “svilimento della razza”.

1 commento:

  1. Chissà perché da un po' di tempo a questa parte sempre più cattolici pongono attenzione alle tematiche gay. Me lo sto chiedendo e non riesco a darmi una risposta.
    an

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