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sabato 19 ottobre 2013

La Bonev, Francesca e Dudù. Riecco Pierfy l'intramontabile e torna il gaffeur Filippo, simile a Silvio ma con più stile (regale)

Non si è mai capito per quale motivo se un giornalista fa il suo mestiere, e intervista “testimoni scomodi”, si deve scatenare l'iradiddio. Accadde lo stesso quando Santoro ebbe l'ardore di intervistare Patrizia D'Addario. Nonostante Silvio avesse fatto una figura della madonna (mitico il racconto della performance notturna del Capataz nella parte dello sciupafemmine), l'intervista televisiva era stata preceduta da una serie di diktat minacciosissimi di Niccolò Ghedini, il quale aveva adombrato perfino l'eventualità della terza guerra mondiale. Stavolta è successo con la signora Dragomira Boneva, in arte Michelle Bonev, che ha raccontato come è riuscita a girare la sua fiction televisiva dopo aver soggiaciuto alle avances del Caimano. Ma fino a quel punto nessuna sorpresa, lo sanno tutti che per far carriera durante il berlusconismo, occorreva pagare pegno, soprattutto se donna, giovane e carina. Ma la Bonev è andata oltre e ha raccontato a un pubblico esterrefatto, che Francesca Pascale ha, sessualmente, gusti particolari, insomma è lesbica e lei lo sa benissimo perché non “ci sono stata solo una volta, avevamo un rapporto”. E ha continuato: “Lo sanno tutti ma non parla nessuno”. É partito il fuoco di fila, non poteva essere altrimenti. Tutto il Pdl, non più diviso fra falchi e colombe, si è buttato addosso a Santoro, che manco una mischia di rugby, e lapidato mediaticamente Michelle Bonev. La Pascale, poi, è uscita fuori di testa. Ha dato immediatamente mandato ai suoi legali di querelare Dragomira e di chiedere danni per 10 milioni di euro. Svegliato nel cuore della notte, anche Dudù ha dato mandato ai suoi legali di querelare la Bonev. Richiesta del barboncino: un quintale di Eukanuba.
Toh, chi si rivede, Pierfy. Il bianco scudocrociato dop (come l'asparago verde di Altedo), quando c'è da ordire trame sottili è sempre presente. Sembra il pataccaro che da trentanni va al Louvre, si siede davanti alla Gioconda e la guarda per capire se è davvero una donna o sotto quella chioma si celi l'amante segreto di Leonardo da Vinci. E non lo ha ancora capito. Così il Pierfy, tutti i giorni della sua vita da quando era un ragazzino brufoloso, si alza, si veste e, accompagnato dalla scorta alla quale hanno diritto tutti gli ex presidenti della Camera, Bertinotti compreso, siede su uno scranno qualsiasi del Parlamento e inizia a guardare i banchi del governo. Il suo scopo è capire come tornare a sedere da quelle parti e soprattutto con quale formazione politica, visto che Bersani, D'Alema e Beppe Fioroni lo hanno corteggiato per anni senza successo: a loro, il Moscone verde, non lo dà. Così, con la fissa della ricostituzione della Democrazia Cristiana, va alla caccia disperata di tutti quelli che potrebbero dargli una mano. In questo momento, il suo obiettivo è creare un nuovo gruppo al Senato formato dagli 11 fuoriusciti da Scelta Civica e da altri democristiani dop (come il Canestrato di Moliterno) che riuscirà a raccattare in un Pdl diviso più che mai in neri e grigi. E siccome sa che se non mignotteggia un po' quelli se ne restano con Silvio, ha dichiarato: “Se al Senato voterò per la decadenza di Berlusconi? Non lo so, agirò secondo coscienza”. Se la coscienza di Pierfy è la stessa che gli ha fatto proteggere fino alla fine Totò Cuffaro, stiamo freschi.
E chiudiamo con l'ennesima gaffe di Filippo di Edimburgo che non abbiamo mai capito se ci è o ci fà. Ma all'estemporaneo consorte, SM Elisabetta II ha sempre perdonato tutto, perché Filippo sarà pure un gaffeur inarrivabile però lo fa con il regale stile che lo contraddistingue. Filippo, ad esempio, non urlerebbe mai “Mister Obama” durante un ricevimento a Buckingham Palace. “Sì, va beh, ma la gaffe?“... Calma, che avete fretta stamattina? Dunque, la gaffe. Elisabetta voleva tanto conoscere Malala (che tutti sanno chi è quindi è inutile perdere tempo a spiegarlo). Davanti al coraggio di questa ragazzina innamorata della scuola e della cultura, Elisabetta si stava commuovendo quando è intervenuto Filippo. “Sai – ha detto a Malala – in Inghilterra sarebbe inconcepibile che una ragazza non vada a scuola. I genitori farebbero di tutto pur di non averla tra i piedi a casa”.

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