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giovedì 17 ottobre 2013

Lampedusa: funerali di Stato sì, funerali di Stato no. L'ipocrisia balenottera e senza vergogna dei nuovi democristiani

Lo abbiamo visto tutti. Inginocchiato davanti alle bare bianche dei bambini. Poi, con la faccia contrita, le mani giunte quasi per una preghiera, gli occhi umidi e la voce semi-rotta dal pianto, promettere davanti al Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, solenni funerali di stato per le 373 vittime del mare di Lampedusa e della balordaggine criminale degli scafisti. Lo abbiamo visto e sentito tutti, LettaLetta, affermare, con il piglio deciso della Giovane Marmotta che vuole arruffianarsi il Gran Mogol: “L'iscrizione nel registro degli indagati per immigrazione clandestina è un atto dovuto... però, vedrete, non ci saranno conseguenze”. Li abbiamo visti tutti, LettaLetta e Barroso piegati dal dolore nel raccontare di quel cadavere di giovane donna con il bambino appena partorito, legato ancora alla madre dal cordone ombelicale. Lo abbiamo sentito tutti, 'O Schiattamuort, invocare la difesa armata delle coste italiane, come se la UE avesse un esercito e, sancito dai trattati, ogni Stato membro non dovesse provvedere con le proprie forze alla difesa delle sacre coste patrie. Poi, passato il cordoglio, ripreso l'aereo di Stato per Roma, tutto è stato dimenticato, tanto che quella conferenza stampa ci ha ricordato il comizio di Cetto La Qualunque quando prometteva pilu pi tutti due volte al giorno. Ma a quale razza di animali acquatici appartengono i politici italiani? Ai tonni, ai cefali, ai paguri bernardi, alle passere, alle vongole o forse alle cozze? Eh no, loro fanno parte delle balene, ma non quelle azzurre che misurano 33 metri e pesano 160 tonnellate, quelle bianche, un po' più piccole ma parecchio affidabili, quelle che nutrono i balenotteri spruzzandogli direttamente in bocca il latte grasso. Perché il ragionamento è semplice. 
Chi mai ha potuto generare una stirpe di ipocriti conclamati come quelli che ci sgovernano da venti anni e continueranno a farlo per i prossimi venti? 
Di cosa si sono potuti nutrire questi famelici rappresentanti dei capi bastone dei partiti se non di latte grasso? Così, dopo il cordoglio, arriva il cordiglio, quello dei frati neri lefebvriani che hanno avuto giustizia dopo aver urlato “Perché agli immigrati morti a Lampedusa i funerali di Stato e al cattolicissimo Priebke niente?” Detto, fatto. Niente funerali di Stato. La giustificazione? Si sono dimenticati, proprio così, si sono dimenticati. 
Ieri mattina, mogi mogi quatti quatti, i militari della marina italiana hanno preso le bare in stretto ordine numerico arabo (beffa del destino) e le hanno caricate sulle navi per essere sepolte nei cimiteri siciliani che hanno dato la disponibilità ad accoglierle. Non c'è stato nulla. Né una preghiera per chi ci crede né una parola per chi ha della fede un concetto diverso. Giusi Nicolini, la sindaca di Lampedusa e Linosa (che donna, che palle!), intervistata ieri mattina da RaiNews24, ha detto: “Io non voglio fare polemiche, per carità. Ci avevano promesso i funerali di stato ma non è successo nulla. Dello spostamento dei feretri ci hanno informato poco fa. Non abbiamo potuto dare né l'ultimo saluto né fare un funerale di stato o neppure un semplice funerale di paese”. Abbiamo cercato sui principali quotidiani italiani la notizia. L'ha riportata solo il Fatto. RaiNews24, dopo il primo lancio, ha taciuto. Nessun commento, come direbbe la sindaca: “Per carità”.

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