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sabato 3 agosto 2013

Silvio santo e martire. A lui San Sebastiano fa una pippa (che non è la cognata di William)

Ma non doveva essere morto e sepolto, finito e dimenticato, condannato e carcerato? Ma non doveva far parte degli archivi della Storia alla lettera B = Bluff o P = Pallonaro o S = Supercazzola brematurata con scappellamento a destra? E invece Silvio è qui, proprio come in una vecchia puntata di Carramba che sorpresa quando tornava dopo venti anni il parente emigrato in Venezuela. Silvio però, a parte qualche vacanza ai Caraibi con i prossimi o futuri ospiti del suo Mausoleo cascelliano, non si è mai mosso dall'Italia. Esattamente come i capicosca, o i cagnolini che entrano per la prima volta in una casa estranea, Silvio deve marcare e preservare il suo territorio che, in questo caso, si chiama patrimonio inestimabile e imprese che non ha mai mollato. Dato per sconfitto, amareggiato, frustrato, sull'orlo di una crisi di pianto, Silvio ha sorpreso solo gli sciocchi quando, ieri pomeriggio, ha affermato: “Niente più fiducia al governo, si va alle elezioni con Forza Italia, vinciamo – perché vinceremo – e manderemo finalmente nella loro terra, la Siberia, i magistrati fedifraghi e comunisti che mi perseguitano”. Così, mentre Angelo Mascia stappava una bottiglia di spumante dalle parti di Palazzo Grazioli per festeggiare la condanna del Capataz, Silvio stava già pensando al modo di farla pagare a quattro giudici del cazzo che gli stanno rovinando la vita e una sana e tranquilla vecchiaia. “Riforma della giustizia”, ha gridato talmente forte affacciandosi alla finestra del Grazioli Palace, che lo hanno sentito pure dalle parti del Quirinale, tanto che l'Innominabile ha recepito il messaggio e prontamente dichiarato: “Sì, vabbé, è stato condannato. Le sentenze si rispettano però mettiamo mano alla riforma della giustizia”. Silvio ha ascoltato e sentitamente ringraziato. “Siamo assolutamente d'accordo con quanto appena dichiarato dall'Innominabile”, ha detto Brunetta, e il gioco è fatto. Sappiamo che Colui che abita l'Alto Colle, ha rilasciato quella dichiarazione per tenere buoni Silvio e i pidiellini e permettere a LettaLetta di continuare la sua esperienza politica, però, pene santo, c'è un limite a tutto. Silvio vuole sparigliare le carte. Dimissioni di tutti i parlamentari del Pdl ed elezioni, a quel punto, obbligate. Ma non sa, Silvio, che ci sono i tempi tecnici per lo scioglimento delle Camere e che, soprattutto, una maggioranza diversa potrebbe cambiare in un amen la legge elettorale. Dove andrebbe Silvio senza il suo Porcellum? Da nessuna parte perché o raggiunge il 51 per cento o con Casini dovrà trattare. Spunta una possibile alleanza Pd-5S su 5 punti, chiusi quelli si tornerebbe a votare anche se, personalmente, non ne siamo convinti. Dove li mettiamo i 101 zozzoni matricolati? E Renzi che smania? E D'Alema in cerca di rivincite? E Piergigi Bersani incazzato come un fenicottero rosa del Balaton in crisi di coito? E Civati che viene ritratto sempre più spesso con alle spalle il ritratto di Lenin? Insomma, cari italiani creduloni, pensavate che Silvio mollasse, vero? Novello San Sebastiano, trafitto ma non ucciso dalle frecce di Ilda Boccassini, Silvio è diventato un martire e in Italia, si sa, i martiri hanno sempre un successo della madonna. Siamo un popolo solidale, che volete farci. A proposito, Cecile Kyenge non va a Milano Marittima alla festa della Lega Nord. I cuochi possono finalmente tirar fuori le bistecche di antilope.

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