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mercoledì 6 febbraio 2013

Obama fa causa a S&P: mutui subprime tenuti troppo alti. A Londra approvano le nozze gay. Bersani e Monti ne approfittano, possono finalmente sposarsi.


È la prima volta. Un'agenzia di rating viene portata in tribunale per aver tenuto fraudolentemente alte le valutazioni di alcuni titoli tarocchi, i famigerati mutui subprime. Chi pensava che Barack Obama, nel secondo mandato, continuasse a coltivare le margherite come nel primo, non ha capito una mazza. Dopo anni di indagini (iniziate subito dopo il crack di Lehman Brothers) e condotte ficcando il naso dappertutto, servizi igienici compresi, la Financial Crisis Inquiry Commission ha depositato gli atti che hanno portato Standard&Poor's a rispondere del suo operato direttamente davanti a un giudice. Obama vuole 5 miliardi di dollari che, alla fine, non sono neppure tanti, considerati i danni mondiali causati non solo da S&P ma anche da Moody's e da Ficht. La valenza politica della causa intentata dall'Amministrazione Usa all'agenzia di rating, famosa per aver tolto la terza “A” agli Stati Uniti, è sotto gli occhi di tutti e significa solo una cosa, che la politica torna a fare “la politica” e la finanza è costretta a darsi una regolata. Che l'aria stesse cambiando, Obama lo ha dimostrato nominando un ex procuratore a capo della Sec (la Consob americana), un vero e proprio sceriffo con tanto di licenza di impallinare chiunque provi a giocare con le sorti della nazione. E la nomina è avvenuta mentre la Commissione d'inchiesta sulla Crisi stava chiudendo il cerchio delle indagini, rinviando a giudizio S&P. Ovviamente Standard&Poor's nega tutto. “Siamo innocenti”, dicono ora i responsabili, dopo aver fatto saltare il tavolo di “composizione” che Obama gli aveva offerto. Ma sono tante e tali le prove dei maneggi, delle sottovalutazioni, degli occhi chiusi e le tasche aperte che gli investigatori dell'FBI hanno trovato, che il rischio che S&P corre, è quello di declassare per la prima volta se stessa. Ancora una differenza sostanziale con i peracottari di casa nostra. Da noi, il presidente della Consob è di nomina del presidente del consiglio quindi, squisitamente politica e di parte. Quanto la Consob nostrana vigili, ce lo hanno dimostrato i casi Parmalat, Cirio e, buon ultimo, Monte Paschi. Anche la nomina del Governatore di Bankitalia è politica e, quindi, di parte. Da noi tutte le nomine sono politiche e di parte. Ragionarci un attimo non sarebbe motivo di disdoro, solo di buon senso.
Ragassi, dettofatto. David Cameron, coraggiosamente e mettendosi contro metà del suo partito, ha fatto approvare dalla Camera dei Comuni la legge che istituisce i matrimoni gay. Da sempre convinti che la civiltà di una nazione passi soprattutto attraverso il rispetto dei diritti e delle libertà di tutti i cittadini, ci sentiamo di condividere totalmente quanto il premier inglese ha dichiarato subito dopo il voto: “Da oggi siamo più forti”. Approfittando spudoratamente della legge appena approvata, Piergigi Bersani e il Professore hanno deciso di convolare a giuste nozze. Chissà come, chissà perché, lo abbiamo sempre saputo che sarebbe andata a finire così. D'altronde, la civiltà di una nazione si giudica anche dalle alleanze che compongono il suo governo. Forse è per questo che ci sembra di vivere in una tribù, con tutto il rispetto per le tribù. 

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