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giovedì 25 aprile 2013

La Storia è una ed è antifascista. Il resto è delinquenza politica.


Silvio ci ha provato da subito a cambiare le carte della Storia. Ha iniziato cercando di mettere il silenziatore a uno dei capisaldi della costituzione italiana, la Resistenza, provando a trasformare i partigiani in delinquenti. Lo sconquasso etico e morale del berlusconismo è iniziato proprio da lì: dal negare che la Storia del nostro paese sia andata in un certo modo e che i partigiani non abbiano liberato alcunché, perché ci pensarono gli alleati. Silvio ha negato l'antifascismo e l'esistenza dei confinati, fatti passare per turisti spesati da Benito Mussolini. Ha negato le leggi razziali, varate per rispetto dell'alleato nazista. Ha definito il Duce uno statista e i fascisti gente con un forte senso dello Stato, tale e quale a Roberta Lombardi. Ha definito la dittatura di Mussolini, “una pseudo tirannia all'acqua di rose”, e i criminali di Salò, i famigerati repubblichini, giovani idealisti travolti dalla passione politica. Uno schifoso negazionismo, ha attraversato l'Italia da quando Silvio è salito al potere, e tutto per rifare una verginità chirurgica ai suoi alleati di governo, fascisti dentro e fuori e figli degli stessi delinquenti che bagnarono di sangue l'Italia. Vergognose sono state le pagine revisioniste scritte da Silvio, concluse (per il momento) il 27 gennaio, al binario 27 della stazione centrale di Milano, con affermazioni sul “fascismo buono” che stupirono e indignarono il mondo. Qualche tempo fa, presentando il libro di Harry SchindlerRoma ricorda i suoi liberatori”, ci rendemmo conto di quanto la storia ufficiale usasse toni edulcorati nel descrivere l'apporto dei partigiani alla lotta di liberazione. Schindler, invece, che visse in prima persona lo sbarco di Anzio, nel libro afferma a chiare lettere che senza le Resistenza e senza l'opera dei partigiani, l'Italia forse sarebbe stata liberata, ma avrebbe pagato un costo in termini di vite umane e di distruzioni, pari, se non superiore, a quello della stessa Germania. Anzi, Schindler attacca il temporeggiamento del generale Anthony Lucas che, invece di liberare Roma, ormai senza più alcuna difesa nazista, preferì attendere l'arrivo dei rinforzi. Se gli Alleati si fossero diretti immediatamente verso la Capitale, le Fosse Ardeatine non sarebbero mai esistite. Intanto al nord, a Salò, continuava la farsa violenta della Repubblica Sociale e quella guerra civile sempre negata, per decenni, dagli esponenti della Democrazia Cristiana che non pronunciarono mai quelle due parole. Forse è per questa ragione che, quando ascoltammo l'allora capogruppo del Pds Luciano Violante rendere omaggio alla memoria dei “ragazzi di Salò”, ci venne un coccolone e pensammo che l'Italia non sarebbe stata più la stessa. Oggi è il 25 aprile, Festa della Liberazione dal Nazi-fascismo. Ci fa piacere (eufemismo) apprendere che i grillini non parteciperanno a manifestazioni celebrative ufficiali, preferendo non “mettere il cappello e la firma a manifestazioni politiche”, e mischiandosi fra la gente come comuni cittadini. Ma è il 25 aprile, porco boia, mica ferragosto, ed è inutile difendere ancora la vostra portavoce alla Camera. La signorina Lombardi ha detto una cazzata. Costa tanto ammetterlo?

2 commenti:

  1. A chi ti attacca su FB bisognerebbe ricordare Pasolini. Ma forse sarebbe troppo. Max, vai in Corea del Nord.
    an

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  2. Tranquilla, non mi spaventano i fasci pensa i berluschini... quacquaracquà senza palle.

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