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giovedì 11 aprile 2013

Silvio: “Bersani al Quirinale, larghe intese e voto a luglio”. E Grillo li attacca: “Inciuciano silenziosamente. Niente streaming, niente stampa e frequentano luoghi segreti. Vergogna!”


Se Beppe Grillo non fosse un comico, abilitato per mestiere a fare battute, l'uscita di ieri avrebbe dovuto sollevare l'ilarità di tutto il mondo civile e anche, un po', di quello incivile. Ha accusato B&B, che non è il bed&breakfast “D'Alema”, via dell'Inciucio 69, Roma ma semplicemente l'acronimo Berlusconi-Bersani, di tramare nel buio, di mestare nel torbido, di agire in silenzio come due massoni in sonno. Li ha accusati di aver tenuto l'incontro in un luogo segreto, senza giornalisti, senza diretta streaming e, soprattutto, senza la possibilità di piazzare la cimice a forma di tetta inventata da Casaleggio, che gli avrebbe permesso di seguire la conversazione senza essere visto. È stupefacente (letteralmente) il doppiopesismo grillesco e soprattutto meraviglia la sua voglia (legittima) di sapere, applicando il metodo della trasparenza solo agli altri. C'è qualcosa di patologico, in tutto ciò, qualcosa di animalesco e primordiale, qualcosa che suona come il clone di Casaleggio che sta spopolando in questi giorni sul web e che twitta frasi demenziali come: “Fuori la Germania dall'euro, lentamente e con le mani bene in vista” oppure “Riorganizzare Pubblica Amministrazione: orologio atomico per sincronizzare pause caffè”. C'è qualcosa di farsesco in tutto ciò, come lo spirito adolescenziale di rompere i coglioni a ogni costo, pur non avendone più l'età. Oddio, i brufoli ci sono, gli zainetti pure e se ci fossero anche le polluzioni notturne staremmo veramente a posto. Ma passiamo a cose più serie. Silvio ha tirato fuori dal cilindro il suo bianconiglio. “Piergigi – ha detto a quattr'occhi a Bersani – fallo tu il presidente della repubblica. Ti togli dall'imbarazzo di governare con me. Adottiamo un paio di provvedimenti che mi possono essere utili per il futuro e a luglio, con il solleone che spacca il culo ai passeri, torniamo a votare”. La disperazione di Silvio è allo Zenit. Non sa più a che santo votarsi per cercare di non albergare qualche anno a San Vittore. L'unica possibilità è far fuori Bersani proponendogli il Colle, promoveatur ut amoveatur, e via libera al più grande inciucio dopo il week end. Certo, la proposta è allettante anche perché, se non scende a patti con Bersani, il presidente della repubblica agnostico se lo scorda. Silvio è consapevole che intorno a lui tira un'aria brutta e pesante e infatti, al termine della riunione segreta con Piergigi, ha dato ordine ai suoi di rilanciare la proposta di Bersani al Quirinale, dando fiato a tutte le trombe possibili e perfino alle lingue di Menelik che, come tutti sanno, sono molte di più delle trombe ufficiali. In tutto questo casino istituzionale e non, che è poi l'habitat naturale di Silvio, c'è da registrare l'incazzatura, non mascherata anzi ostentata, di Fonzie che non ha digerito l'esclusione dal gruppo dei grandi elettori del prossimo presidente della repubblica. Matteo è fuori dalla grazia diddio. Ha accusato apertamente Piergigi di averlo boicottato, di volerlo isolare, di persecuzione razziale nei confronti dei dislessici, e di violenza cieca contro le minoranze linguistiche. Si è davvero incazzato, Matteo, tanto che gli osservatori politici illuminati danno per certa la scissione del Pd. Una cosa è sicura, se il Partito Democratico avesse fin dalla nascita, accentuato la vocazione di sinistra, Renzi non ne avrebbe mai fatto parte. Se il Pd fosse un partito di sinistra, a personaggi come Renzi non avrebbe dato neppure la tessera, forse quella del Club di Topolino. Se il Pd fosse stato un partito di sinistra, il M5S non avrebbe avuto motivo di nascere, Ingroia non sarebbe stato costretto a trasferirsi in Val D'Aosta, la ferraglia arrugginita vetero-comunista avrebbe continuato a lottare sì per le 35 ore, ma alla fine, sarebbe addivenuta a più miti consigli. Pensate, per un momento, cosa sarebbe l'Italia se il Pd fosse stato un partito di sinistra...

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