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domenica 14 aprile 2013

Silvio e l'Italia col barboncino in braccio. Dudù prossimo ministro della Cultura.


Questa è l'immagine esatta e perfetta del regno democratico di Silvio I. L'Italia miliardaria con il barboncino bianco e il look ipergriffato. È l'Italia degli evasori fiscali e delle Damine di San Vincenzo. Del lusso esibito e del pressappochismo manicheo dei cummenda. È l'Italia che se ne sbatte le palle dei disoccupati e degli esodati, dei 165 nuovi poveri al giorno e delle pensioni pignorate in banca da Equitalia. È l'Italia delle ipocrisie e dei piccoli/grandi privilegi diffusi, delle file saltate, dei ruoli non rispettati, delle mazzette per le licenze e delle assunzioni di responsabilità mai. È l'Italia dei conti correnti offshore e di quegli evasori fiscali (quasi) totali che prima votavano Silvio oggi Grillo perché, per chi non lo sapesse, il maggior numero dei titolari di conti correnti all'estero sono lombardi e veneti. Ah... marchettari trevigiani! Bari, comizio del Popolo delle Libertà (loro). Palco pieno di “vips” e la parola “Silvio”, stampata dappertutto. “Volete voi Gino Strada presidente della repubblica?”, chiede Berlusconi a gran voce al suo popolo di siliconati che affolla Piazza (anche lei) della Libertà. “Nooooo” è la risposta secca dei cervelli all'ammasso. E questo basta per qualificare la gente che vota per Silvio. E che continuerà a votarlo, visto che i sondaggi lo danno ancora una volta in testa nelle prossime, eventuali elezioni. Questo è un paese perduto, senza nessuna prospettiva, un futuro nebuloso, giovani sfiduciati, una classe politica marcia nonostante gli innesti innovatori. Pensavamo che il M5S fosse diverso, fosse un movimento vero, invece è un partito come gli altri, con le sue strategie, le sue mosse, i suoi veti, i suoi interessi. E Silvio impera, e continuerà a farlo fino all'ultimo respiro e si propone ancora come candidato premier, mentre le sentenze tardano ad arrivare e spira un'aria di navigazione a vista che, onestamente, ci spaventa. E poi c'è il nemico pubblico numero uno: Romano Prodi, quello che ha sconfitto Silvio due volte su due e Berlusconi, che odia perdere, se l'è legata al dito. “Se Prodi diventa presidente della repubblica, meglio andare all'estero”. Se, invece, lo dovesse diventare lui, mano ai forconi, perché stavolta basta. L'immagine di oggi è l'immagine esatta di quello che è diventata l'Italia: una demodè signora in tiro con cane di razza in braccio. A quella foto manca solo la futura suocera di Silvio, quella gentile signora che, a sua detta, lo tiene prigioniero in casa. Conoscendo il pollo...

PS. Se Silvio dovesse diventare presidente del consiglio, ha già pronto il nuovo ministro della cultura. Si chiama Dudù ed è il barboncino di Francesca Pascale. Dopo tanti cani, un cane vero.

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